Multilevel Marketing vs Sistema Piramidale

In questo articolo illustreremo brevemente quali sono le sostanziali differenze tra un sano sistema di Multilevel Marketing (o Network Marketing) vs Sistema Piramidale (sistema illegale detto anche “Schema Ponzi“).

La legislazione italiana non definisce esplicitamente il Multilevel Marketing (MLM), pone invece norme volte ad evitare Strutture piramidali o “Catene di Sant’Antonio“.
Ad esempio l’articolo 5 della Legge 173 agosto 2005 rende illegali organizzazioni che “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone” oppure l’articolo 6 che vieta obblighi di corrispondere all’azienda, per il reclutato, somme di rilevante entità in assenza di una reale controprestazione al momento del reclutamento o per restare a far parte della struttura (“L.173/2005: Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali” http://www.camera.it/parlam/leggi/05173l.htm).

Da tempo nel nostro paese (e non solo) si vanno diffondendo organizzazioni imprenditoriali dedite alla commercializzazione di prodotti mediante la tecnica del Multilevel Marketing (mlm).
Si tratta di una particolare forma di vendita diretta caratterizzata dalla possibilità per gli affiliati (Incaricati alle Vendite – IV) non solo di vendere i prodotti di volta in volta commercializzati (lucrando le provvigioni pattuite) ma anche di far aderire alla struttura di vendita altri soggetti per poi guadagnare una percentuale sull’attività di vendita
da loro posta in essere.
Per dirla con le parole di una delle più note multinazionali operanti nel settore del marketing multilivello in una struttura del genere sono previsti “tre tipi di remunerazione” per gli incaricati alle vendite.

Un primo tipo costituito “dalla provvigione derivante dalla promozione della vendita dei prodotti ai Clienti”, un secondo tipo “dai bonus derivanti dal volume delle vendite promosse personalmente ai Clienti” e, infine, “gli incaricati possono ancheessere ricompensati con bonus addizionali calcolati sul volume di vendite effettuate dalle persone da essi introdotte nell’attività” dell’azienda.

Appare evidente che l’elemento caratterizzante il multilevel marketing è costituito dalla terza possibilità di guadagno che, in astratto, consente di realizzare ingenti guadagni riducendo al minimo l’investimento iniziale.

Di per sé tale tecnica di commercializzazione appare lecita ma in concreto alcune delle aziende che hanno utilizzato il mlm hanno operato con una tale spregiudicatezza da attirare le critiche delle associazioni dei consumatori e, poi, l’attenzione della Magistratura.

Quasi sempre, infatti, l’opera di proselitismo dei nuovi clienti-venditori si è basata su mirabolanti promesse di ricchezza e di successo. Tuttavia, secondo i dati delle stesse aziende, la gran parte delle persone guadagna redditi tra i 200 e i 300 euro al mese. Solo lo 0,01% giunge alla ricchezza promessa. Inoltre, il mondo del multilevel
marketing utilizza tecniche di comunicazione e di coinvolgimento che spesso e volentieri assomigliano a quelle utilizzate da “sette” o movimenti religiosi-culturali: convention di massa in cui si canta e si applaude i carismatici leader delle reti, costosi corsi di formazione che si viene “invitati” a frequentare, un atteggiamento di ostilità verso
chiunque abbia dubbi o critiche, l’obbligo di coinvolgere parenti e amici, “monetizzando” i rapporti personali ed affettivi.

Schema PiramidaleTale modo di operare, peraltro, non appare caratterizzato da illiceità, almeno sino a che non si “trasformi” nel cosiddetto “schema di vendita piramidale” che è appunto vietato dalla legge in commento.

Le stesse società che si avvalgono del MLM, infatti, operano un chiaro distinguo tra il multilevel “virtuoso” e le vendite piramidali. È infatti opinione diffusa che: “generalmente, gli schemi piramidali funzionano perché gli individui che si trovano alla base della piramide alimentano i guadagni di coloro che si trovano ai vertici mediante il pagamento delle quote di entrata. Pertanto, i partecipanti che si trovano alla base della piramide potranno recuperare il loro investimento iniziale, solo, e se, un alto numero di nuovi partecipanti (con i relativi investimenti iniziali) aderirà allo schema.

Per dirla in altre parole:

  • se la retribuzione è basata principalmente sulle vendite effettuate in proprio o da coloro che si è reclutato come venditori siamo di fronte ad una legittima struttura di multilevel marketing
  • se, invece, la retribuzione dipende principalmente dalla mera adesione di altri soggetti (che pagano un’ingente somma come quota di affiliazione) si tratta di uno schema di vendita piramidale.

Il riferimento a tali elaborazioni sembra evidente nella legge in commento. Del resto, il fenomeno aveva già conosciuto una notevole diffusione tanto da essere già incappato nell’attività di alcune autorità di controllo (ISVAP) e da essere assurto, in taluni casi, agli onori delle cronache giudiziarie.

Post navigation